La Mostra, a cura di Alberto Agazzani, coniuga arte e informazione sul tumore al seno con l’obiettivo di lanciare un messaggio di speranza alle donne colpite dalla malattia. Sopravvivenza e qualità della vita migliorano grazie alle nuove strategie terapeutiche che la ricerca scientifica ha messo a disposizione, come gli anticorpi monoclonali che agiscono sull’angiogenesi, indicati per il tumore al seno in fase metastatica.
In Italia ogni anno sono circa 38.000 le donne colpite da tumore al seno. La Regione Lombardia, con circa 7.400 casi, vanta il primato nel nostro Paese per il numero di nuovi casi di cancro alla mammella ogni anno, davanti a Veneto e Lazio. Sono oltre 90.000 le donne lombarde colpite dalla malattia, il 20% del totale dei casi in Italia. E Brescia è tra le province del Nord Italia con l’incidenza più alta: 134 casi ogni 100.000 donne.
Grazie ai programmi di screening mammografico e alla diagnosi precoce, che permettono di identificare la malattia nelle fasi iniziali, sono sempre più numerose le donne che guariscono. Ma 1 paziente su 10 riceve la diagnosi quando la malattia è già nella fase avanzata o metastatica. E arrivare per tempo a volte non basta: circa il 20% delle donne a cui la malattia viene diagnosticata precocemente, subisce una ricaduta o la metastasi. Con percentuali che possono raggiungere l'85% a seconda delle caratteristiche del tumore e della strategia terapeutica utilizzata .
Per offrire un sostegno psicologico alle donne colpite dalla malattia, oggi è stata inaugurata presso la Galleria dei Quadri di Spedali Civili di Brescia “Foemina: il seno nell’arte e nella medicina”. La Mostra, curata da Alberto Agazzani, è promossa da O.N.Da con il supporto di Roche e racconta il parallelo tra due evoluzioni in apparenza distanti: quella della rappresentazione del seno nella storia dell’arte e quella della ricerca scientifica nella lotta contro il tumore al seno.
“Ospitare la Mostra presso il nostro Ospedale è un grande privilegio” – afferma Cornelio Coppini, Direttore Generale A.O. Spedali Civili di Brescia – “oltre ad essere un'occasione per riconfermare l’impegno degli Spedali Civili a fornire alle donne colpite da tumore al seno un percorso assistenziale multidisciplinare qualificato dalla prevenzione, alla diagnosi, alla terapia medica e chirurgica e per riconfermare il nostro rapporto con il mondo delle associazioni impegnate a promuovere un'idea di salute condivisa e partecipata nei diversi ambiti di vita”.
“Come donna” – ricorda Francesca Merzagora, Presidente di O.N.Da – “mi sento molto vicina ad ogni figura femminile colpita da tumore al seno, che è il secondo tumore per diffusione al mondo, una malattia che colpisce nel fisico e nell’anima, un affronto alla femminilità. La Mostra vuole lanciare un messaggio di speranza per tutte le pazienti, accompagnando il visitatore in un viaggio nel tempo e nello spazio che evidenzia il profondo legame dell’arte con la storia e soprattutto con la vita. Ed è alla vita che le donne con tumore del seno anche in fase avanzata oggi guardano con maggior ottimismo”.
Per tutte queste pazienti, infatti, si aprono nuove opportunità terapeutiche, grazie all’inibizione dell’angiogenesi, uno dei meccanismi chiave alla base della crescita tumorale. Oggi sono disponibili strategie terapeutiche per il trattamento del tumore al seno in fase metastatica che arrivano a raddoppiare il tempo in cui le pazienti vivono senza progressione di malattia con un conseguente miglioramento della qualità di vita. “L’impiego di un anticorpo monoclonale in grado di inibire l’angiogenesi, il bevacizumab” – spiega Edda Simoncini, Direttore Unità Operativa di Oncologia, A.O. Spedali Civili di Brescia – “consente di ridurre l’apporto di sangue essenziale per la crescita del tumore e la sua diffusione in tutto il corpo. Prevenendo il collegamento del tumore con i vasi sanguigni circostanti, bevacizumab “affama” il tumore lasciandolo senza rifornimento di sangue. L’impiego di bevacizumab, insieme alla chemioterapia, consente oggi a noi oncologi di controllare meglio l’evoluzione della malattia”.
“Foemina: il seno nell’arte e nella medicina” è un appassionante viaggio nel tempo e nello spazio che evidenzia il profondo legame dell’arte con la storia e, soprattutto, con la vita. “Un’idea di storia dell’arte” – spiega Alberto Agazzani, curatore della Mostra – “fortemente legata alle inquietudini, alle tensioni, agli ideali ed alle scoperte (intellettuali e scientifiche) di ogni secolo, a dimostrare l’eterna vitalità ed attualità della Bellezza e dell’arte di ogni tempo”. Tutto questo ospitato presso la Galleria dei Quadri di Spedali Civili di Brescia, trasformata eccezionalmente in “galleria d’arte” con una collezione di opere dedicate al corpo femminile: da Raffaello a Francisco Goya, da Leonardo da Vinci ad Antonio Canova, ai moderni Renoir, Gauguin, Munch, Dalì e a importanti artisti contemporanei italiani quali Luciano Ventrone, Giuseppe Bergomi, Ugo Riva. Capolavori che sottolineano l’alleanza tra scienza, medicina e donne per proteggere la salute e la bellezza del corpo femminile.
La battaglia contro il tumore al seno ha quindi messo a segno importanti vittorie. E’ evidente però che c’è ancora molto da fare. “Il gruppo Roche è impegnato a fornire risposte concrete attraverso la ricerca e la messa a disposizione di farmaci e strumenti diagnostici innovativi” – sottolinea Maurizio de Cicco, Amministratore Delegato Roche S.p.A. – “Abbiamo già sviluppato ben cinque farmaci senza precedenti per i benefici che hanno assicurato in termini di sopravvivenza in diverse tipologie di tumore, ma la ricerca non si ferma. Il futuro è quello della Medicina Personalizzata: l’identificazione di molecole tarate sempre più sulle caratteristiche di gruppi di pazienti, per ottenere trattamenti migliori, ancora più efficaci e sicuri”.
“Foemina: il seno nell’arte e nella medicina” rimarrà aperta al pubblico per un mese a partire dal 28 giugno. Il ricavato della vendita dei cataloghi della Mostra sarà devoluto all’associazione onlus ESA, Educazione alla Salute, che si occupa attivamente di informazione e prevenzione del tumore al seno sul territorio bresciano.